Menechella
"Menechella" era un personaggio molto caratteristico di Venticano. Una madre di famiglia di
nome Maria Domenica Romolo che lavorava nei campi "a giornata" e nei periodi freddi quando
nei campi non si poteva lavorare, andava vendendo lupini di casa in casa con i piattini. Molto
allegra e grande lavoratrice, non si ritirava mai a casa senza portare nulla (uova, legna,verdure,…
e quello che riusciva a racimolare per strada).
La si vedeva lavorare sempre anche in strada, lavorava a maglia le calze con i ferri , cantando
stornelli. Pur avendo le mani impegnate, in testa portava sempre "le fascine", un fascio
di rami sottili per avviare il fuoco, oppure un cesto con qualche prodotto delle terra. La sua
canzone "Nenia di Menechella" fa parte del patrimonio culturale di questo
paese, non era altro che la sua esperienza di vita quotidiana trasfusa in un sonetto, che attraversa
tutti i paesi situati sulla Via delle Puglie. Canzone poi ripresa nelle nostre feste popolari e
cantata anche nelle "Zeze" carnascialesche di molti paesi dell'Irpinia:
"La Nenia di Menechella"
Tutti i paisi aggio camminato e tutti i rifietti ci aggio trovato
Tutti i paisi aggio camminato,
tutti i rifietti ci aggio trova(to).
Tutti i sgrabbelli a Puoggioriano,
li zappaturi a Secunniglia(no),
li pundettari e’ so’ de Vaiano,
le trecce bionde , e’ so’ de Mogna(no).
Che bella pasta che caccia Avillino,
bella fontana ch’(è) a Sant’Austi(no).
Li ferrarielli so’ d’Atripaldo,
li squarciuncielli e’ so de la Prat (ta),
sciquelacciari re Santa Paolina,
li cacacarte li mintifusca(ne),
l’attaccatreccie de copp’ a la Serra,
bello mercato sta a Montiamole(tto).
Tutti li boi stann’a la Torre,cas’a doi porte de vasci’a la Se(rra).
L’affumatielli ,e’ so’ de lu Piscio,
li rapestari, e’ so’ de la Pre(ta);
li ‘mbonta capezze de vasci’a lo Passo,
l’angannaccati de Caponarie(llo);
belle moline che stann’a Calore, che bello vino li taurasi(ni).
Ralli ch’e’ ghiuorno re Mirabella,
li migliazzari , e’ so’ de Buni(to).
Li mangiaruospe le militasi,
li senzalluoggio li montati(si).
Li rumpi sprecchi,e’ song’i troiani,
li ‘nfoca ciuci i ciriola(ni).
Che belle zizze che caccia Ariano,
la ferrovia de Camporia(le);
che bella carne che caccia Barletta,
e tutti i rifietti ci aggio trova(to).
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