Sono numerose le aziende dedite alla produzione dell'olio extravergine locale. Chi vuole lanciarsi alla loro scoperta non può
mancare Venticano rientrante tra le Città dell'Olio. Qui si trovano "l'Oleificio FAM" e la ditta " Elvira Furno"
che sono i luoghi più per degustazioni indimenticabili ed acquisti vantaggiosi. Pane e Olio in Frantoio è la
manifestazione promossa dal Comune nelle piazze del paese per deliziare il palato degli intenditori e degli appassionati del settore.
Ma l'escursus nell'universo della gastronomia locale riserva altre piacevoli sorprese.
I formaggi, prodotti in un'ampia varietà secondo metodi che garantiscono gusto e genuinità irripetibili,
costituiscono da sempre una produzione attenta più alla qualità che ai numeri.
La materia prima viene direttamente dagli allevamenti di bovini da latte della zona: vacche Frisone, Pezzate, Bruno Alpine e,
soprattutto, Podaliche, producono quel latte di elevata qualità che i casari trasformano con maestria in caciocavalli, caciotte,
ricotte, mozzarelle e burrini. L'Azienda agricola Nigro Pasquale è l'espressione migliore della qualità dei
prodotti caseari, lavorati secondo i metodi di una volta.
L'antica cultura pastorale dell'area si manifesta ancora con gli allevamenti di maiali, agnelli, capretti e conigli, che alimentano la produzione di
carne e di salumi tipici, entrambi ampiamente rappresentanti sulle tavole dei ristoranti e delle case della zona.
Meritano un assaggio, in particolare, i prosciutti e tutti i salumi in genere: i capocollo, le salsiccie e le sopressate aromatizzati
con ingredienti naturali.
Presso il prosciuttificio "Ciarcia" e il salumificio " De Nunzio", i metodi di trasformazione e conservazione
prevedono l'essicamento naturale delle carni; un procedimento tradizionale che garantisce un prodotto difficilmente riscontrabile altrove.
Piatto base di una cucina fondamentalmente povera, nella quale la carne ha sempre rappresentato un lusso per pochi, la pasta
artigianale assume, nell'area Taurasi Valle del Calore, le forme più svariate. I più formati sono i fusilli di cui
tutta l'Irpinia vanta una grande tradizione, i cavatelli e le orecchiette, ingredienti obbligati di molte delle ricette che si
tramandano di madre in figlia.
"Antichi Sapori" e "La Prestigiosa" sono un'indicazione preziosa per chi vuole assaggiare questi prodotti di
straordinaria qualità.
I mestieri
Il crescente successo che riscuote il "fatto a mano" nel nostro tempo sta portando anche qui a rispolverare antiche tradizioni
quasi perdute, i mestieri nobilissimi ad un passo dall'arte. I laboratori di Ceramica artistica, lavorata interamente a mano secondo
tecniche antiche, li ritroviamo a Venticano, dove, con forni ed attrezzature d'un tempo, si realizza un'oggettistica preziosa e ricercata,
patrimonio che merita di essere custodito ed incentivato. Ferro, legno e pietra sono le materie prime di un artigianato da
rivalutare che ha visto all'opera tanti abili esecutori.
A questa "alta" tradizione si affianca anche una produzione diffusa e meno nota di affascinanti oggetti di consumo, ancora
largamente adoperati nell'attività agricola, le botti e l'utensileria domestica.
Le Cantine e le Aziende
Nelle tante cantine aperte al pubblico, il visitatore potrà scoprire, in un'atmosfera suggestiva, la varietà e la ricchezza
delle sensazioni associate ai nettari prodotti nell'aria. Nel Salone dell'Enogastronomia di Venticano è possibile vedere
concentrate infine tutte le varietà di vini (DOC e DOCG) e di prodotti tipici della zona, dall'olio ai formaggi, ai salumi,
alle marmellate, alle castagne, ai frutti della terra, ai torroni e dolciumi, in una meravigliosa vetrina di sapori che offre al
visitatore le emozioni che sanno dare i sapori di una volta, con ogni possibile varietà di gusto, di preparazione e metodo ci conservazione.
Le Feste e l'Artigianato
"Fiera Campionaria" (aprile - Venticano), "sagra del prosciutto, vino e agnello" (settembre - Venticano)
ed infine la manifestazione che racchiude tutti i profumi ed i sapori dei prodotti della nostra terra: " Me' gusta":
Salone Mediterraneo del Gusto, dei Sapori e delle Tipicità Locali - che si tiene in ottobre a Venticano.
L'Irpinia, terra di misticismo e di religiosità antica,presenta un ricco spaccato delle sue risorse migliori nell'area
Taurasi Valle del Calore. In questa oasi di pace in una cornice naturalistica di incantevole bellezza è offerta al visitatore
l'opportunità di calarsi in un'atmosfera carica di spiritualità, lontana dalla frenesia della vita quotidiana.
Chiese, conventi, chiostri, con le loro opere d'arte, sono diffusi capillarmente nell'area a testimonianza di una devozione antica
ma viva, che conquista sia il pellegrino che il semplice amante del bello.
La Chiesa Badiale S. Maria e S. Alessio, è quanto rimane dell'Abbazia fatta erigere dall'abate virginiano del tempo
Guglielmo IV, che riedificò l'antico Casale Venticano e vi fece costruire la chiesa intitolata a S. Maria, della quale
conserva ancora la Torre Campanaria.
All'interno della chiesa sono custodite la settecentesca tela raffigurante la "Madonna col Bambino" e le spoglie
mortali della Serva di Dio Rachelina Ambrosini, per la quale è in atto il processo di beatificazione.
All'interno dell'antichissimo Palazzo Ambrosini vi è la Chiesetta dell'Angelo dedicata alla Serva di Dio,
anticipata da un meraviglioso Chiostro in pietra con pozzo centrale. Poi lo sguardo si apre al grande "Giardino delle "
nella quale ci si predispone in assoluto silenzio per il colloquio personale con Dio. Caratteristica è pure la Cappella
della Santa Croce restaurata di recente ed impreziosita da una scultura in legno policromo "La Crocifissione" di epoca ottocentesca.
L'area "Taurasi Valle del Calore" si propone al visitatore con patrimonio culturale e naturalistico
inebriante ed ancora intatto, da scoprire senza fretta, animati da uno spirito quasi pioneristico. Numerose sono le
tracce di un passato rilevante, come castelli, chiese e nobili edifici, ma altrettanto numerosi sono
i frammenti, che strada facendo, rivelano una storia minore, fatta di grande amore per la terra
e i suoi doni, per i piaceri della tavola e per la vita semplice a contatto con la natura.
Cultura
Emblema architettonico di un territorio gremito di memorie stimolanti e di suggestioni ineguagliabili, centro della
vita dei piccoli che punteggiano il territorio, i castelli rappresentano una presenza ricorrente
nell'area del Taurasi Valle del Calore. Questi silenziosi guardiani del territorio rievocano
un passato in cui gli arroccamenti difensivi erano la risposta più adeguata all'instabilità
geopolitica, alle lotte intestine, alle incursioni saracene e alle esigenze di difesa del tracciato
della romana via Appia.
Perduta, a partire dal XVI secolo, la loro funzione difensiva per assumere quella di dimora dell'aristocrazia feudale
o di centri amministrativi, hanno offerto alloggio a ospiti illustri, esponenti del mondo dell'arte
e della letteratura rappresentando un crocevia di mondanità e di eleganza.
Uno dei più mirabili esempi di edificio di architettura militare dell'area è
indubbiamente il
Castello medievale di TAURASI, l'antica Taurasia
sannitica conquistata nel 268 a.C. dal Console Scipione Barbato.
Il Castello, noto anche come Palazzo Marchionale, fu costruito dai Longobardi del VII secolo
su una preesistente struttura romana e ampliato dai Normanni nel XIII secolo, con l'aggiunta di un mastio a pianta quadrata.
Tito Livio descrive questo imponente castrum contornato di terre verdeggianti, di vigne optime
e luogo della deportazione fatta dai Romani nel 180 a.C. dei mai sconfitti Liguri Apuani.
Mirabile esempio di architettura militare, poi adibito ad usi civili, il Castello di Taurasi
conserva al suo interno la bella corte, la sala adibita a "corte di giustizia", con il suo camino
monumentale, la cappella di S. Pietro a Castello e, nel mastio, la fine scalinata elicoidale in pietra.
Taurasi fu un centro di grande importanza nel Medioevo, ma le sue origini sono ben più
antiche. Reperti dell'età neolitica, esposti nel
Museo comunale,
infatti, testimoniano che la zona fu abitata fin dalla preistoria. Attraverso la
Porta Maggiore, affiancata da due torri probabilmente longobarde,
si accede al suggestivo centro storico. Qui si possono ammirare due interessanti esempi di
edilizia gentilizia del XIII secolo: il
Palazzo De Angelis, in pietra
locale e malta e il
Palazzo Maffei, con la sua antica cucina e la
macina da frantoio in pietra.
Da Venticano costeggiando il fiume Calore, si arriva a
Torre le Nocelle,
piccolo borgo rurale che sorge a 400 metri d'altezza sul versante sinistro della media valle del Calore.
Le sue origini sono medievali, anche se alcuni resti dell'età greco-romana, come in
Contrada Campoceraso fanno ritenere che la zona fosse frequentata
in epoche antichissime.
Caratterizzato da stradine lastricate, portici e archi in pietra, il
Centro
storico di Torre le Nocelle custodisce alcuni siti di interesse artistico: sono il
Palazzo Penna e il
Santuario di San Ciriaco
(XVIII secolo) che conserva al suo interno l'antico organo di inestimabile valore artistico.
La settecentesca
Torre campanaria, che svetta sulle abitazioni circostanti,
è ricca di riferimenti in stile arabesco.
Da Torre le Nocelle, risalendo l'antico "Mons Militum" (Monte dei soldati), si arriva a
MONTEMILETTO, caratteristico centro costruito su una roccia con
ampie vedute sulla valle del Calore, il beneventano, la valle del Sabato ed i monti dell'avellinese.
Nella parte alta della piazza centrale si erge
il Castello ducale della Leonessa,
senza dubbio un o dei manieri meglio conservati dell'Irpinia.
Edificato presumibilmente in epoca longobarda sui resti di una preesistente costruzione romana,
e ricostruito dai Normanni nel XII secolo, il castello è stato trasformato in palazzo
baronale in epoca rinascimentale dall'antica casata dei Di Tocco, signori dell'area sino
all'ottocento. Attraversando la seicentesca
Porta della Terra,
eretta dai cittadini benemeriti della " Università" in onore di Carlo Di Tocco,
ci si immerge nell'atmosfera del
centro antico, dal tipico aspetto di borgo medievale.
Nell'intrico di piccole stradine si aprono i portali settecenteschi dei palazzi dei notabili locali,
tra cui il
palazzo Paladino, dallo splendido loggiato, il
palazzo Fierimonte, il
palazzo Centrella e
il
palazzo Gualtieri. Notevoli son oanche i palazzi gentilizi appartenuti alle
famiglie Cubello, Rossi, Fusco, Fino, Pesa, Giacomoantonio, quasi tutti dotati di portali
scolpiti in pietra, grandiosi ingressi, cortili con pozzo, luoghi di sosta per i cavalli e
scalinate.
Da Montemiletto scendendo verso Pietradefusi e Montefusco interessante è la deviazione
per l'antico
borgo di Montaperto, oggi frazione di Montemiletto.
FOndato dai Longobardi, il borgo è stato dichiarato zona di notevole interesse pubblico
dal Ministero delle Attività Culturali. Ospita un piccolo
Castello
medievale con torri angolari, di età longobarda oltre ad alcuni palazzi di buon
pregio come il
Palazzo Sarro.
Da Montaperto è possibile ritornare sulla strada per raggiungere, alternativamente,
Montefusco o
PIETRADEFUSI. Quest'ultimo posta ai confini,
con il sannio, ha origini medievali (XII secolo). Il toponimo fa riferimento alla " pietra"
con la quale furono costruite le prime abitazioni da parte di gente proveniente da zone diverse,
qui "fuse" nella "Università" di "Pietra de' Fusi".
Fu possedimento di numerosi feudatari, tra cui i De Souzi, i De Tocco e gli Acquaviva d'Aragona.
Meritano una visita la
sede della Fondazione Pascucci (nella frazione Dentecane)
e la
Torre medievale che si trova nella parte alta del centro
storico del paese. Voluta nel 1431 dal nbile Giacomo Di Tocco, ha formato parte del castello
dei principi Acquavia d'Aragona e svolto una funzione di richiamo della gente dopo i
saccheggi .
MONTEFUSCO, posto sulla cima di una collina dalla quale si gode una
notevole vista panoramica sulla valle del Sabato e sulla pianura di San Giorgio del Sannio,
è un antico centro d'origine longobarda, anche se alcuni studiosi ritengono che si tratti
del nucleo sorto sull'antica Falsulae ricordata da Tito Livio. Capoluogo del " Principato
Ultra" (l'antica provincia del regno delle due Sicilie che riuniva l'Irpinia e il Beneventano)
dalla fine del XVI secolo fino al 1806, quando fu trasferito ad Avellino, Montefusco conserva
intatte le testimonianze di un passato rilevante. Attraversando le
Colonne
di San Bartolomeo si accede al centro storico. Qui si trovano i
Palazzi
Giordano e Lanza e la mole del
Castello Longobardo, oggi
sede del Municipio, che domina la piazza principale.
Possente fortezza nel Medioevo, il castello di Montefusco assunse, nel Rinascimento, per
mano degli Aragonesi, funzioni di palazzo del tribunale, con annesse galere. Ha visto le
nozze di Ruggero il Normanno con Sibilla e ospitato personaggi famosi come i pontefici
Callisto I e Onorio II, i reggenti normanni Ruggero II e Tancredi, Federico II di Svezia e
suo figlio Manfredi. Anche Carlo I d'Angiò vi soggiornò su Manfredi a Benevento,
che pose fine al dominio svevo in Italia.
Trasformato, infine, da Ferdinando II di Borbone, in un famelico carcere politico, dal 1848
ha "ospitato" i maggiori patrioti meridionali: Poerio, Nisco, Castromediano, Pironti
ed altri. Le sue celle malsane, divenute monumento nazionale dal 1928 e le sue micidiali torture
che ivi si pativano, gli sono valse di "Spielberg dell'Irpinia".
Natura
A
VENTICANO la zona più, meta di appassionati naturalisti e
di visitatori alla ricerca di luoghi ameni e tranquilli, è nei pressi dell'antico
viadotto romano
Ponte Rotto, che vi si erge imponente e solitario.
Lo sguardo si confonde nei riflessi di un orizzonte immenso ed una natura incontaminata, nella
quale sgorga silente il
Fiume Calore. Ampie vallate si diradano in un'armonia
di colori e di profumi floreali che caratterizzano i campi sapientemente coltivati e segnano la bellezza
paesaggistica dell'intero territorio.
L'assalto al castello della Leonessa
Culmine del nutrito programma delle iniziative che, nella stagione estiva, vedono protagonista il castello di
Montemiletto, il famoso
sacco del maniero offre un'occasione unica per conoscere specialità enogastronomiche
dell'area e per godere della magica atmosfera che avvolge il centro storico, tra artisti in costume, luci e musiche evocative.
Il castello longobardo di Montefusco
Un tempo inespugnabile fortezza a difesa del Principato Ultra, poi simbolo di sofferte prigionie, il castello di
Montefusco
è oggi monumento nazionale adibito a sede di interessanti manifestazioni culturali. Il luogo in cui sorge, a dominio del
colle sotostante, è un ideale punto di ooservazione sulla natura circostante.
Il bosco di Montefusco
Sito di Interesse Comunitario per la sua bellezza incontaminata, e meta di itinerari del WWF, il
bosco di Montefusco offre
un'occasione imperdibile per passeggiate nel verde tipico delle selve dell'Irpinia, e un po di ombroso refrigerio nella stagione calda.
I panorami e le valli
Panorami mozzafiato sulla prorompente natura dell'area Taurasi Valle del Calore si godono dai
belvedere di Montefusco, Montemiletto,
Taurasi e Venticano. Riempitisi gli occhi è d'obbligo una puntata lungo le sponde del
fiume Calore per soffermarsi
sui resti dell'antico
Ponte Rotto e alle
sorgenti del fiume, in località Giardino e Fontanalardo, nei pressi
del confine tra Venticano e Taurasi.